ALLERGIA AL VELENO DI IMENOTTERI: DIAGNOSI

 

Per porre diagnosi di allergia al veleno di imenotteri è fondamentale l’anamnesi, cioè la raccolta dei dati riguardanti la puntura e i suoi effetti sul paziente. Il medico allergologo innanzitutto chiederà al paziente di descrivere i sintomi, la tempistica della loro insorgenza, il numero di punture ricevute e le caratteristiche dell’insetto pungitore o altri elementi utili ad identificarlo (luogo dell’evento, orario, ecc.). Il secondo passaggio fondamentale è rappresentato dai test diagnostici in vivo (test cutanei) e in vitro (dosaggio sierico delle IgE specifiche). I test cutanei sono l’esame principale della diagnostica nell’allergia al veleno di imenotteri e devono essere eseguiti almeno due settimane dopo la puntura per evitare falsi negativi. Sono test costituiti da due fasi, la prima caratterizzata dall’esecuzione di prick test con estratti purificati di veleno di imenottero cui segue la fase dell’intradermoreazione che impiega i medesimi veleni ma diluiti. Il loro scopo è individuare l’insetto pungitore, e sono spesso coadiuvati dagli esami ematici (IgE specifiche).

Un altro esame ematico che va prescritto nei pazienti con storia di reazione sistemica dopo puntura di imenottero è il dosaggio sierico della triptasi basale. Infatti, i pazienti affetti da malattie dei mastociti e/o elevati valori di triptasi basali sono a rischio di presentare reazioni sistemiche più severe in caso di puntura.

E’ da notare che non c’è correlazione tra la gravità della reazione e il risultato del test diagnostici, sia cutanei che ematici. Una reazione cutanea importante o un alto valore di IgE non significa allergia più severa.

I test diagnostici a chi non ha avuto reazioni non sono consigliati, nemmeno, ad esempio, a chi volesse fare l’apicoltore e volesse essere sicuro di non avere reazioni in caso di puntura. Infatti, il 20% della popolazione generale ha test positivi, ma non ha avuto né avrà mai reazioni. Il test diagnostico serve per identificare con sicurezza che il paziente sia allergico al veleno dell’imenottero sospettato e per aiutarci ad identificare l’imenottero che ha causato la reazione.

 

ALLERGIA AL VELENO DI IMENOTTERI: TERAPIA

 

Trattamento della reazione acuta

 

Reazione Locale Estesa (RLE)

 

In caso di RLE la terapia comprende:

  • applicazione di ghiaccio per ridurre l’infiammazione
  • terapia antistaminica orale in caso di prurito
  • terapia topica con pomata al cortisone per l’eritema e l’infiammazione locale
  • terapia orale con cortisonici, dopo consulto con il proprio medico di fiducia, in caso di importante edema della zona intorno alla sede di puntura

Si specifica che è sconsigliato l’impiego di antibiotici salvo la presenza conclamata di infezione, complicanza solitamente assente dopo puntura di imenottero.

 

Reazione Sistemica

In caso di shock anafilattico l’adrenalina rappresenta il farmaco di scelta e deve essere prontamente somministrata in quanto rallenta la progressione dei sintomi e può prevenire lo sviluppo di reazioni fatali.

I pazienti con anamnesi di reazione sistemica devono essere forniti di adrenalina sotto forma di  “penna” autoiniettabile, cioè in un formato che permetta al paziente di autosomministrarsi il farmaco in caso di necessità in qualunque luogo e in autonomi. Può essere prescritta a chiunque: bambini, anziani, cardiopatici, donne in gravidanze. L’adrenalina va somministrata a livello intramuscolare, in genere nel muscolo vasto laterale della coscia.

I pazienti-che presentano anafilassi dopo puntura di imenottero e che si sono autosomministrati l’adrenalina devono essere valutati comunque da un medico, quindi devono contattare il 112 o recarsi al punto di primo soccorso più vicino. E’, infatti, possibile che abbiamo bisogno di altri farmaci di supporto (cortisone, antistaminico, fluidi, ossigeno-terapia,..) e devono rimanere in osservazione per almeno 4-6 h dalla comparsa della reazione.

 

Immunoterapia specifica

 

L’immunoterapia specifica per via iniettiva con veleno di imenotteri (VIT) è la terapia di elezione per i soggetti che abbiano presentato una reazione sistemica dopo puntura di imenottero, poiché induce una tolleranza nei confronti del veleno. Attualmente rappresenta l’unico presidio terapeutico in grado di prevenire efficacemente nuove reazioni allergiche sistemiche in caso di ripuntura. A ciò si aggiunge la sua capacità di migliorare la qualità della vita dei pazienti.

 

Non ci sono patologie che controindicano in modo assoluto e definitivo questa terapia.

La VIT consiste nella somministrazione di estratti del veleno dell’imenottero responsabile della reazione per via sottocutanea, in genere nella parte superiore del braccio. Sono previste due fasi:

  • la fase di induzione, in cui l’estratto del veleno viene somministrato a dosi crescenti fino al raggiungimento generalmente della dose di 100 mcg con delle tempistiche (protocolli) più o meno rapidi.
  • la fase di mantenimento prevede la somministrazione del veleno ad intervalli di tempo regolari per mantenere lo stato di tolleranza.

 

La tolleranza (“immunizzazione”) in caso di nuova puntura viene raggiunta rapidamente con la fine della fase di induzione, ma il mantenimento è necessario per non perderla.

La VIT è una terapia sicura e ben tollerata. Gli effetti collaterali più frequenti sono reazioni locali (eritema, prurito, edema) in sede di somministrazione della terapia. Esiste un rischio di reazione sistemica, soprattutto durante la fase di induzione, e per questo motivo la VIT viene eseguita solo in ambiente ospedaliero.

L’efficacia nel prevenire nuove reazioni sistemiche è elevata: 95-98%  in caso di allergia a veleno di vespidi e 90-93% in caso di allergia a veleno di ape.

La VIT va proseguita per almeno 5 anni, ma in particolari situazioni (patologie di fondo, attività lavorativa/ hobby, veleno che si utilizza, reazioni avverse in caso di punture durante la VIT,..) può essere prolungata, anche per tutta la vita.

 

Tratto da: CRITERI PRATICI SULLA GESTIONE DELLA ALLERGIA AL VELENO DI IMENOTTERI: CONSENSUS ITALIANO 2017

M.Beatrice Bilò, Valerio Pravettoni, Donatella Bignardi, Patrizia Bonadonna, Marina Mauro, Elio Novembre, Oliviero Quercia, Marcello Cilia, Gabriele Cortellini, Maria Teresa Costantino, Fabio Lodi Rizzini, Luigi Macchia, Fulvia Marengo, Francesco Murzilli, Vincenzo Patella, Federico Reccardini, Erminia Ridolo, Antonino Romano, Eleonora Savi, Domenico Schiavino, Maurizio Severino, Elide Anna Pastorello.